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La Croazia ha approvato le unioni civili tra persone dello stesso sesso, garantendo alle coppie lesbiche e quelli molti dei diritti delle coppie eterosessuali regolarmente sposate: le unioni civili sono definite come “forma di vita famigliare” e non prevedono l’adozione da parte di coppie dello stesso sesso. Questa nuova norma è stata modellata in gran parte su quella attualmente in vigore in Germania. Ricordiamo che in Croazia un referendum costituzionale ha stabilito che il matrimonio è solo quello tra un uomo e una donna.

A favore della “forma di vita famigliare” hanno votato in ottantanove: sono i voti dei partiti di centro-sinistra e liberali che formano la coalizione di governo. Contrari, invece, i sedici deputati di destra e centro-destra per i quali questa legge è troppo liberale.

Al momento della votazione erano presenti in aula rappresentanti di vari organizzazioni per i diritti umani delle persone lesbiche, gay, bisessuali e transessuali che si sono rallegrati per il risultato raggiunto. Secondo Marko Jurcic, leader del movimento LGBT in Croazia:

Questo riconoscimento giuridico delle nostre unioni a lungo atteso significa che tutte le forme di famiglia sono uguali, che meritano di vivere in un ambiente sicuro e felice e che la dignità di ogni persona, a prescindere dal suo orientamento sessuale è inalienabile.

Stando alla norma, tutte le famiglie proprio uguali uguali non sono, visto che quelle formate da persone LGBT, pur essendo normate, si vedono preclusi alcuni diritti di cui godono le coppie eterosessuali. È senza dubbio un importante passo avanti, in ogni caso, che mette ancora di più in evidenza, per contrasto, quanto l’Italia sia sempre più arretrata in fatto di rispetto dei diritti umani.

(via Queerblog)