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“Per noi la famiglia è quella di un uomo e una donna che stanno insieme per procreare”. Questa è la concezione di famiglia piuttosto scontata che Angelino Alfano ha dato a ridosso del discorso che Matteo Renzi ha tenuto a Milano durante l’assemblea nazionale del PD che ha acclamato il sindaco di Firenze come segretario del partito. Qual è però la usa posizione a proposito della famiglia, tanto da indurre Alfano a fare quella precisazione? Dopo aver parlato del lavoro e dello ius soli, al terzo punto del suo discorso Renzi ha affermato:

Io sono fra quelli più prudenti ma il tema del “civil partnership”, le unioni civili lo metteremo nel patto di coalizione, che piaccia a Giovanardi o no: noi siamo il PD e su questo tema non possiamo fare finta di niente.

Io sono fra quelli più prudenti: questo lascia intendere che Matteo Renzi al di là delle unioni civili non andrà, quindi non proporrà i matrimoni tra persone dello stesso sesso. Ricordiamo che nella presentazione della propria candidatura a segretario del Partito Democratico, Matteo Renzi è stato l’unico a non citare esplicitamente le persone omosessuali, come invece avevano fatto Civati, Cuperlo e Pittella. Anche nel suo discorso di ieri ha parlato genericamente, senza scendere nel dettaglio e senza pronunciare la parola omosessualità. Cosa intende allora per “civil partnership”? Durante il confronto televisivo su Sky con gli altri candidati alla segreteria Matteo Renzi è stato piuttosto chiaro: civil partnership alla tedesca, che vuol dire non impantanarsi in una discussione su che cosa vuol dire la parola “matrimonio” che significa non farla neppure stavolta. Sono anni che ne parliamo e non se ne fa nulla.

Siamo ancora quindi alle unioni civili, le stesse che proponeva Bersani.

Che sia un punto di partenza per ottenere poi il matrimonio equiparato? Chissà, fatto è che ci sembra anche questa una occasione mancata per appaiarci al resto del mondo civile.