Immagine 2

Ricordate la bufera che si era levata l’estate scorsa in seguito alle dichiarazioni omofobe di Barilla? Dopo il mea culpa uri et orbi, per mostrare che sta facendo sul serio, il brand si impegna a istituire addirittura un organismo aziendale, il Global Diversity & Inclusion Board, che avrà lo scopo di “aiutare Barilla a diventare un’azienda modello per diversità e inclusione; valutare le attuali politiche e iniziative interne; formulare raccomandazioni sui possibili miglioramenti; applicare nuove iniziative e monitorare e misurare i progressi compiuti. Il nuovo organismo aziendale sarà costituito da consiglio di esperti esterni indipendenti che forniscano consulenza, visione, una prospettiva esterna e linee guida in merito a uguaglianza ed inclusione”.

Tra i consulenti, Alex Zanardi, ex pilota che dopo un incidente ha subito l’amputazione delle gambe ed è diventato campione paralimpico, e David Mixner, attivista LGBT statunitense, che ha dichiarato di essere stimolato “dall’impegno di Barilla nel cercare guide esterne su questi temi cruciali”.

Barilla pianifica anche di lanciare un concorso globale nel 2014 proprio sui temi della diversità e dell’integrazione.

Insomma una dimostrazione di buona volontà che va presa in considerazione. Una mossa dovuta a motivazioni esclusivamente commerciali? Forse, ma è pur vero che, al di la della diffidenza, è importante credere e dare fiducia alle buone intenzioni senza la quale altrimenti cadrebbe per sempre il concetto di redenzione.