Max e Giuseppe vivevano nella stessa città, frequentavano gli stessi posti e avevano persino dei conoscenti in comune. Eppure, la casualità non li aveva mai fatti incontrare. Max lavorava la sera nell’organizzazione di eventi E leggeva sempre nella lista degli “eletti” (quelli che nei locali non fanno fila, non pagano e magari ricevono anche un drink in omaggio) questo nome: Giuseppe Ilaria che per qualche misterioso motivo, gli era rimasto impresso nella mente (forse si chiedeva se si trattasse di un Giuseppe o un’Ilaria? Domanda legittima anche se però in una serata gay lascia poco spazio al dubbio).
Come capita spesso nella realtà, ma ancora di più nei racconti della Disney, Giuseppe aveva però già da tempo adocchiato Max ma la timidezza in aggiunta a quell’”occasione” che mancava sempre, non avevano mai creato le condizioni necessarie per far sì che il fato si compisse. Cosa che invece una sera pote’ un drink in più, di quelli benedetti che ti infondono il coraggio anche quando non ce l’hai, che ti danno la grinta per attraversare una sala costipata di musica e persone, di andare dal ragazzo che ti piace e dirgli: “Ciao, non ci conosciamo, io sono Giuseppe e tu?”. E così, finalmente, Max diede un volto a quel Giuseppe Ilaria, onnipresente sulle sue liste “salta-tutto”. E gli piacque.
Era ottobre del 2009, eravamo al IV governo Berlusconi, Milly Carlucci aveva da poco incoronato Maria Perrusi la più bella d’Italia e Max e Giuseppe si erano conosciuti da poco tempo, eppure avevano già deciso di vivere insieme, di arredare una casa, di prendere un cane, insomma di fare tutte quelle cose che solitamente ti aspetti da una coppia di lesbiche. Da allora non si sono mai lasciati, “neppure per il tempo di andare a fare pipì”, sostengono i più maligni (o invidiosi).
Quattro anni dopo, i cani sono diventati due, hanno quasi finito di arredare casa, che più che un appartamento sembra uno spazio espositivo di memorabilia papali (perversione di Max…) e cimeli di vecchie dive del cinema anni ’50 (seconda perversione di Max…) e hanno deciso di sposarsi. Scelta coraggiosa, come lo è quella fatta da due persone che decidono di confermare il loro amore eterno davanti ad amici e parenti. Scelta ancora più coraggiosa perché hanno deciso di farlo qui, in Italia, a Roma che, come saprete, non ha una legge a favore dei matrimoni omosessuali. Ma poco importa, sarà una celebrazione simbolica (sebbene alla presenza di avvocati che registreranno degli atti legali “simil” contratto di matrimonio) ma con un forte valore anche politico perché: “se vogliamo che le cose cambino, dobbiamo darci da fare tutti, in prima persona”.
Quindi domani, mercoledì 22 maggio, alle 18, nello splendido giardino dell’Hotel De Russie, Max dirà “sì” a Giuseppe, come gli disse “sì” quattro anni prima quando Giu’ gli chiese di uscire insieme e come continueranno reciprocamente a confermarsi, ogni giorno, ogni mese, ogni anno,  per tutta la vita.