lussemburgo

In sessione plenaria, la Camera dei Deputati del Lussemburgo ha approvato il matrimonio ugualitario, con cinquantasei voti a favore e quattro contrari. La nuova norma, che permette anche l’adozione, è stata approvata anche alla determinazione del primo Ministro Xavier Bettel (in foto) e del suo primo viceministro Étienne Schneider, entrambi gay dichiarati. La legge, che entrerà in vigore il 1 gennaio 2015, trasforma così il Lussemburgo nell’undicesimo paese europeo a permettere il matrimonio tra persone dello stesso sesso.

La riforma del Codice Civile del Lussemburgo è iniziata nel 2010, con la presentazione di un progetto di legge elaborato dal governo di larghe intese formato dal Partito Popolare Sociale Cristiano e dal Partito Socialista Operaio Lussemburghese: nell’articolo 144 si leggeva che “due persone, di diverso o dello stesso sesso, possono contrarre matrimonio”. L’unico punto reale di conflitto nel corso del dibattito è stato quello riguardante i diritti genitoriali.

Alla fine, il Consiglio di Stato del Lussemburgo ha ritenuto che non c’era alcuna giustificazione per imporre limitazioni su quest’argomento. Così a giugno 2013 il progetto ha ripreso il suo iter e la legge era sul punto di essere votata lo scorso autunno, quando l’allora prima ministro Jean-Claude Juncker si vide costretto a convocare le lezioni per uno scandalo di spionaggio.

A seguito delle elezioni, venne eletto primo ministro Xavuer Bettel, del Partito Democratico, gay dichiarato, che governa insieme al Partito Socialista Operaio, a cui appartiene il vice premier Étienne Schneider, anche lui apertamente omosessuale. Dopo le elezioni, Bettel aveva dichiarato che:

Il matrimonio omosessuale si farà. Al momento, in Lussemburgo dobbiamo rivedere tutto quello che è correlato al matrimonio, alla religione e alle leggi sul divorzio. Ma non credo che ci vorranno cinque anni: sarà il prossimo anno.

E così è stato. La riforma approvata non solo apre il matrimonio alle coppie dello stesso ma, come abbiamo detto, include anche la possibilità di adozione negli stessi termini a cui vi accedono le coppie eterosessuali.