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Pippo Civatti:

“Io sono per la totale eguaglianza. Io sono per i matrimoni egualitari e li chiamo così perché in passato li ho sentiti definire civil partnership o Bersani, che era più creativo, diceva “unione alla tedesca”, che è bellissimo ma nessuno capisce cosa voglia dire. Io sono per i matrimoni egualitari e voglio che il PD faccia una discussione aperta anche con chi non è d’accordo o chi ha dei dubbi. Ma la mia posizione, la posizione che porterò in quel dibattito, è questa. Non voglio reticenze, non voglio imbarazzi. Se abbiamo a cuore l’articolo 3 della Costituzione, questo deve valere anche per i diritti e per il loro riconoscimento. È un fatto di cittadinanza, è un fatto di dignità, è un fatto di cultura. C’è in quasi tutto il mondo una riflessione molto avanzata con leggi che riconoscono le unioni come se fossero quelle fra eterosessuali e io voglio che si faccia anche qui”.

Gianni Cuperlo:

“Estendere i diritti aiuta tutti. Anni fa il presidente Jefferson diceva: ‘Chi accende la sua candela con la mia, riceve la luce senza lasciarmi al buio’. Più diritti significa fare il bene della collettività nel suo insieme. Questo è un Paese che sul terreno dei diritti civili ha molti passi avanti da compiere a cominciare dai diritti, dalle responsabilità e dai diritti delle coppie gay. Dalla tutela al tema dell’adozione che è delicata e deve essere discussa senza pregiudizi. Cominciamo ad occuparci dei minori figli di genitori omosessuali che vivono già in quelle famiglie. Io lo ho visti sfilare al Gay Pride di Roma con le Famiglie Arcobaleno, uno spettacolo bellissimo che ti tocca il cuore, ma i diritti civili significa anche recuperare una modifica sulla legge 40 sulla fecondazione medicalmente assistita, significa insistere per una legge contro l’omofobia e per il femminilicidio”.

Matteo Renzi:

“Sono spesso accusato di essere più timido su questi temi di Pippo e di Gianni, ed è vero. Invidio molto chi spara certezze, dalla convinzione di avere la verità in tasca salvo poi dimenticarsi di porre gli atti in Parlamento, perché questi temi vanno sempre bene in campagna elettorale mai in Parlamento. Per me le proposte sono tre: civil partnership alla tedesca, che vuol dire non impantanarsi in una discussione su che cosa vuol dire la parola “matrimonio” che significa non farla neppure stavolta; legge Scalfarotto contro l’omofobia, immediatamente da portare in Senato; step child adoption. Che vuol dire? L’importanza di chiamarsi Ernesto; Ernesto ha tre settimane, è il figlio di Teresa che lavora con me nel mio staff e ha un’altra mamma. Io sono timido, l’ho detto, ma Ernesto non soltanto c’è, ma c’è anche se Giovanardi non vuole. E allora sono i figli delle Famiglie Arcobaleno, se succede qualcosa a Teresa, credo che sia giusto che sia Letizia a farsi carico di Ernesto”.