Su proposta di alcuni membri del consiglio tribale, i Colville hanno approvato un emendamento alla loro legge per permettere il matrimonio tra persone dello stesso sesso, diventando così la sesta comunità di Indiani d’America a riconoscere le unioni omosessuali.

Sebbene non tutti i membri del consiglio tribale fossero presenti, non c’è stato alcun voto contrario all’emendamento. Il presidente del consiglio, Michael Finley, ha spiegato che nella cultura dei Colville si è sempre accettata l’esistenza di persone omosessuali che vengono chiamate “la gente con due spiriti”. La riforma delle leggi tribali, quindi, è orientata al fatto che tale accettazione si converta in effettiva uguaglianza.

Questa riforma non riguarda solo i membri della tribù, ma chiunque lavori per loro nella riserva. Inoltre, gli sposi dello stesso hanno accesso ai benefici federali di cui godono tutte le coppie regolarmente sposate.

Tra i membri del consiglio tribale c’è Lois Trevino, lesbica dichiarata, che così ha espresso la propria soddisfazione:

“questa risoluzione fa sì che io mi senta più forte, dal momento che riconosce la mia relazione, e le relazioni di tutte le coppie dello stesso sesso. E questo fa sì che io mi senta anche più sicura, perché offre protezione e riconoscimento alla mia famiglia”.

Le Tribù Confederate della Riserva Colville riuniscono i discendenti di dodici diverse comunità per un totale di oltre novemila persone. Il loro territorio è all’interno dello stato di Washington, in cui il matrimonio ugualitario è legale, sebbene la tribù abbia competenza assoluta per legiferare.

I Colville ampliano, così, la lista delle comunità degli Indiani d’America che hanno approvato il matrimonio ugualitario. I primi a farlo sono stati i Coquille (Oregon) nel 2008. Nel 2001 è stata la volta dei Suquamish (Washington). Nel 2013 il matrimonio ugualitario è stato istituito nelle tribù degli indiani Odawa (Michigan), Santa Ysabel (California) e Pokagon Band of Potawatomi Indians (Michigan).