Superdads! il Today, che racconta la storia di una coppia gay dell’Arizona che, nel corso di dieci anni, decide di dare una casa, una famiglia, e tanto amore a ben quattordici ragazzini.

Una bella storia di affidi e di adozioni – gli affidi sono uno strumento più duttile, di supporto affettivo non basato sulla piena patria potestà, sono possibili anche in Italia – una famiglia che cresce basandosi anche sulle esigenze dei ragazzini: fratellini da non dividere, storie conosciute, dinamiche da sanare, Roger e Steve Ham hanno seguito il consiglio del loro primo figlio adottivo, Michael, che a cinque anni confida loro la storia di Steven, picchiato spesso nella casa famiglia, reo di essere il più piccolo. Se un ragazzino le prende si può rimanere insensibili?

E poi si possono lasciare gli altri quattro fratellini del bimbo che vivevano ancora nella casa famiglia e la coppia ha deciso di adottarli per permettere loro di crescere insieme? Sono tutte così, basate sulla condivisione di interessi e affetti, moderate dal desiderio di non spezzare fili emotivi, le storie dei quattordici ragazzi. Gli ultimi due piccolini, ad esempio, quando la casa sembrava essere al completo, arrivano lo scorso gennaio, quando gli Ham leggono su un giornale locale la triste storia di due fratellini maltrattati dai genitori, e decidono di prenderli in affido.

Dal 2006 Roger ha deciso di fare il babbo a tempo pieno, Steven racconta al cronista: “Non devo fare loro da babysitter. Il loro lavoro è essere bambini. Il mio, è fare in modo che abbiano tutto quello di cui hanno bisogno, comprese le capacità di essere adulti soddisfatti”.

Serve altro per testimoniare come in una famiglia omosessuale i bambini crescano sani e felici?