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I genitori gay possono essere bravi genitori? I figli cresceranno sentendo la mancanza di una mamma, nel caso di coppia gay, o di un papà, nel caso di coppia lesbica? I bambini avranno carenze affettive?

Questi sono i dubbi che molte persone si pongono quando si parla di tematiche delicate come leadozioni gay e l’inseminazione artificiale, negata alle coppie gay (peraltro non riconosciute dalla legge italiana).

C’è una nuova, importante ricerca italiana dell’Università degli Studi di Pavia che si propone di trovare risposte definitive, e che mira a una pubblicazione internazionale.

La ricerca è partita dalla tesi di laurea in Psicologia L’Omogenitorialità: un confronto tra coppie omosessuali ed eterosessuali di Federico Elio Calemme e proseguirà fino a febbraio: a confronto 52 coppie eterosessuali e 52 coppie omosessuali (31 gay, 21 lesbiche) reclutate soprattutto tramite i social network.

Le coppie sono state sottoposte allo studio della personalità tramite il famoso questionario di Cloninger, e, secondo i primi risultati, non sono state rilevate differenze significative tra eterosessuali ed omosessuali in relazione alle caratteristiche di personalità correlate alla genitorialità. Quali sono queste caratteristiche?

Cosa vuol dire, cioè, essere buoni genitori? Secondo teorie radicate, confermate anche dalle ricerche di La Marca del 2012, essere “buoni genitori” significa adempiere alle due funzioni genitoriali fondamentali: trasmettere affetto, calore e cura da una parte, e fornire i giusti limiti e regole di disciplina dall’altra. Alla madre sembra spettare il ruolo di trasmettere affetto e sicurezza, mentre il padre ha una posizione più normativa e dura nell’educazione dei figli, confermando perciò lo stereotipo di “madre accudente” e “padre normativo”.

La ricerca si è chiesta, perciò,  se la mancanza di uno dei due generi all’interno della coppia omosessuale potesse intaccare la presenza delle due funzioni genitoriali principali portando quindi ad una genitorialità deficitaria. Nello specifico: la presenza di due padri porterebbe a carenze affettive? La presenza di due madri si tradurrebbe in minore disciplina per il figlio?

I risultati a riguardo si sono rivelati davvero interessanti: un confronto all’interno del medesimo sesso ha sottolineato come le lesbiche si rivelino meno affettive e più normative delle donne eterosessuali, e in modo complementare i gay sembrano più affettivi degli uomini eterosessuali.

Sembra quindi che in un assetto dove i genitori sono dello stesso sesso, i loro ruoli si riordino naturalmente in modo da non creare lacune nella trasmissione delle funzioni genitoriali principali, dando un nuovo contributo alla accettazione della genitorialità omosessuale, in quanto non è vero che “un bambino ha bisogno necessariamente di un padre e di una madre per crescere”.

La ricerca ha come responsabile il dottor Francesco Rovetto, docente presso l’Università degli Studi di Pavia e relatore della tesi, il dottor Gabriele Caselli e la dottoressa Chiara Manfredi. 

Se vuoi contribuire compilando il questionario, puoi farlo qui.  Per approfondire la ricerca, leggi questo articolo su State of Mind o questo su You.ng.

(si ringrazia la redazione di Gay.tv)